Grande successo per la mostra sulla pittura imperiale

Roma. La Pittura di un Impero è stata la prima mostra interamente dedicata all’arte pittorica del territorio romano databile fra il II secolo a.c. e il IV secolo d.c.
Protagonista indiscussa di quell’epoca è la tecnica dell’affresco e dell’encausto: quest’ultima si avvaleva dell’uso di colori liquefatti su una fonte di calore e mescolati alla cera fusa ed è una consuetudine molto antica, atta a decorare, proteggere e impermeabilizzare le pareti di fastose sale di rappresentanza o delle domus dei ceti più elevati. Un’altra modalità più semplice ma che assicurava comunque un risultato duraturo, consiste nella stesura dell’intonaco a fresco su uno strato di malta di calce.
Lungo il percorso espositivo, è stato possibile ammirare reperti in ottimo stato di conservazione di entrambi gli stili. Per l’encausto, in particolare, sono stati riproposti diversi ritratti su tavole di legno rappresentanti donne e uomini della nobiltà: la serie risale all’età adrianea (110-140 d.c.) ed è stata rinvenuta presso l’oasi del Fayyum di Hawara (Egitto). Delle classiche opere ad affresco, invece, sono giunti fino a noi esemplari anche di grandi dimensioni, come il frammento di Ercole e Telefo ritrovato ad Ercolano, il magnifico ciclo di Paesaggi con scene dell’Odissea (40-30 a.c.) appartenente ai Musei Vaticani o le decorazioni parietali dell’ambulacro e del triclinio della Villa della Farnesina di Roma conservati permanentemente al Museo Nazionale Romano.
Non sono di minor pregio neppure alcuni frammenti decorativi di metratura più piccola ed ancora miracolosamente intatti: tra questi, è di notevole importanza quello di età augustea sulle Nozze Aldobrandini, dal momento che testimonia pure il genere di riti che venivano allora effettuati prima di contrarre matrimonio.
È proprio da tali dipinti, del resto, che gli artisti rinascimentali (es. Raffaello) trassero ispirazione per la riproposta delle forme e delle figure classiche. L’esposizione, insomma, merita di essere visitata, visto che fra l’altro raccoglie diverse opere provenienti dall’estero (Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici di Monaco, Francoforte e Zurigo, ecc…), che difficilmente si potranno rivedere in tempi brevi qui in Italia. Esse sono state collocate all’interno delle sale del primo e del secondo piano delle Scuderie del Quirinale secondo una disposizione curata dal celebre regista Luca Ronconi, dove sono rimaste solo fino alla metà del mese scorso.
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